LE BORSE AZIONARIE NON SONO AFFATTO PREVEDIBILI IN PARALLELO CON L’ECONOMIA.
Dott. Luciano Ammendola
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LE BORSE AZIONARIE NON SONO AFFATTO PREVEDIBILI IN PARALLELO CON L’ECONOMIA.
Sembrerebbe ovvio che le Borse debbano essere logicamente lo specchio dell’andamento economico del paese.
Vi voglio segnalare 4 situazioni che fanno di questa affermazione un errore clamoroso per gli investitori.
LEZIONE N°1: Nelle maggioranza degli ultimi 100 anni ; le azioni hanno segnato più giorni al rialzo (56%) di quelli al ribasso. Hanno fatto credere molto al contrario i disastri della Borsa nel 2008 suscitando la convinzione che I veri grandi utili si facciano speculando al ribasso. Uno dei piu’ grandi successi cinematografici dell’ultimo decennio é stato «The Big Short «dove la vendita allo scoperto creo’ un grande numero di multi miliardari.
Il lungo periodo afferma esattamente il contrario: nei famosi ultimi 100 anni il rendimento azionario annuo é stato del +7% ben superiore a tutti gli strumenti finanziari esistenti. I colpi al ribasso sono in pochissimi a farli e sono estremamente imprevedibili: in molti si trovano coi denti rotti. Le posizioni al rialzo oltre ad essere storicamente positive sono molto piu’ sopportabili mentalmente e meno devastanti e lunghe.
LEZIONE N°2: L’andamento delle Borse hanno ben poco a che vedere con l’andamento dell’economia.
Investire in Borsa é una operazione di estrema difficoltà: se cosi’ non fosse saremmo tutti milionari. Basterebbe comprare quando l’economia é in crescita e vendere quando essa é in difficoltà.
VANGUARD che é un gigante Americano di Fondi d’Investimento ha compiuto un esame statistico che ha coperto gli andamenti di Wall Street dal 1926 al 2011 cercando di dare un effetto ricchezza tra l’andamento al rialzo dei mercati e svariati dati finanziari (reddito dividendi,Valutazioni di Borsa). Ne é risultato che la correlazione tra il rendimento azionario e la crescita del GDP é di circa il 5% ; il altre parole l’andamento economico influisce solo per 1/20esimo sull’andamento azionario.
A sostegno di questa affermazione basta prendere dei brani di storia economica: tra il 1972 ed il 1982 l’economia americana crebbe triplicandosi da 1,3 Trillioni$ a 3,2 Trilioni $. Nello stesso periodo di dieci anni la Borsa ebbe una crescita pari a ZERO.
Al contrario nel periodo 1982 -2000 l’economia americana triplico’ da 3,2$ Trilioni a 10 Trilioni$ ma Wall Street segno’ un aumento del 150%. (Da 1000 a 13000)
Occorre, come sovente nel campo finanziario, dare spazio anche a momenti di contrasto a tutto quanto ho appena scritto. Ma in genere si tratta di avvenimenti molto negativi ed imprevisti e di limitata durata come la crisi immobiliare del 2008 e l’attuale Pandemia COV19.
LEZIONE N°3: Le Borse azionarie trascurano il presente e si muovono cercando di vedere cosa ci sarà dietro l’angolo. Sovente le Borse saranno in rialzo anche davanti a momenti negativi degli andamenti economici. Sembrerebbe un ragionamento contorto ma la Borsa si muove quasi sempre come strumento di anticipazione del futuro.
Se compri un titolo azionario nel terzo trimestre, perché nei due primi trimestri ci sono stati buoni risultati stai acquistando nel passato . Conta davvero di piu’ quello che é successo che non quello che succederà ? É sovente successo che in presenza di dati economici orrendi pubblicati dalle autorità le Borse siano partite al rialzo . Nel Luglio dello scorso anno 2020 Lo US BUREAU of ECONOMIC ANALYSIS annuncio’ che a causa del CV 19 gli Stati Uniti avevano subito un calo del 9,5% del PNL. Quel giorno la Borsa dopo un leggero calo chiuse al rialzo. Wall Street voleva acchiappare solo il futuro ed il calo del 6% del terzo trimestre avvaloro’, pur nella sua orrenda negatività, quel netto miglioramento che la Borsa festeggio’.
Lo ricordo per aver pagato personalmente la mia ragionevolezza. Dopo aver beccato in pieno forti utili nella fase di invernale di crollo di Borsa non ebbi l’accortezza di portarli a casa pensando a danni ulteriori ; in effetti il terzo trimestre che prevedevo potesse essere molto negativo (in effetti – 6% é segno di crisi profonda) venne invece valutato dalla Borsa come una fase di miglioramento e riparti’ in fortissimo rialzo rimangiandomi quello che la mia logica tendeva a farmi pensare.
Wall Street aveva guardato al futuro contando su una manovra incredibile della Federal Reserve che nello spazio di pochi mesi innondo’ i mercati di oltre 2,1 Trilioni di Dollari (in meno di 18 mesi) incurante di due critiche ragionevoli :
a) Il mondo economico commerciale produttivo uso’ pochissimo questa valanga di soldi che rimase in buona parte chiusa nella Banche. Troppo era la paura del CV 19 per spingere le piccole aziende a ripartire ed a investire anche perché massacrate dai FAANG di cui ho parlato decine di volte. I vari Facebook, Apple &pari avevano beneficiato in modo crudelmente spietato della chiusura in casa massacrando invece la piccolo attività produttiva commerciale.
b) Il debito, nel mondo intero, é cresciuto in modo esponenziale e saranno I nostri nipoti a dover gestire il buco creato.
E questo ci porta alla Lezione successiva.
LEZIONE N°4: Al di la di ogni ragionevole dubbio (Come dicono nei film girati nelle aule tribulanizie) ci sono una serie di cose che sembra non possano fregare di meno alle Borse :
a) L’andamento dei listini nei mesi precedenti
b) L’andamento degli utili
c) I margini di profitto delle società
d) L’andamento dei tassi d’interesse
e) I dividendi pagati
Tra i sopracitati, secondo l‘analisi di VANGUARD, solo l’ammontare del dividendo sembra avere una qualche influenza sull’andamento azionario ; ma anche qui parliamo di un misero 18 % di influenza, rilevabile ma non determinante. L’andamento dei listini per un misero 6% e l’andamento utili, contrariamente a qualsiasi ragione per un inesistente 1%.
Ma allora quale é il piu’ significativo motore delle Borse ?
LA LIQUIDITA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Riprendiamo gli ultimi 10 anni USA come esempio eclatante di questa affermazione. Tra il 2009 ed il 2019 la crescita del PIL USA é stato sempre oscillante intorno ai minimi storici non superando mai il 3%, con la disoccupazione che é andata a sfiorare i 14 milioni (senza nessun CV19 a falsare i numeri) e con i lavori a tempo indeterminato che hanno raggiunto il 90% delle nuove offerte di lavoro.
Di fronte a questo necrosario, Wall Street é cresciuta del 138%. Dato che in questo tempo l’inflazione é stata ridotta sotto il 2% non si puo’ nemmeno dire che i listini abbiano evoluto in parallelo con l’inflazione.
Se non sono stati i risultati economici né l’inflazione a far salire le quotazioni, non resta che una sola spiegazione : la passione della Borsa per la liquidità.
In effetti i 3 TRILIARDI di USD, oltretutto offerti a tassi vicino allo zero dalla Federal Reserve sono stati I veri motori dei listini di Borsa.
Un ultima considerazione legata al fenomeno é quella di come questa liquidità sia stata distribuita. Vi ho già spiegato il perché sia in gran parte rimasta chiusa nelle casse delle Istituzioni Finanziarie (Banche e Fondi d’Investimento) . Essendo chiamate dai risparmiatori a gestirle e non avendo una decente rendita dal comparto obbligazionario, vedi anche l’assurdo dei tassi negativi dei soldi in deposito, esse sono andate, per esclusione di scelte, a concentrarsi sull’unico strumento a disposizione: l’azionariato. Ci sarebbe stato anche l’immobiliare ma le ferite mostruose della crisi immobiliare del 2008/2009 aveva lasciato troppe ferite sparse e dolorose.
ED ECCO CHE OGGI ABBIAMO IN MANO UNA BOLLA FINANZIARIA PAGATA DA MONTAGNE DI DEBITI CHE I NOSTRI FIGLI E NIPOTI DOVRANNO PAGARE
Riassumendo le 4 Lezioni :
1) Per la maggior parte del tempo le Borse sono al rialzo
2) I rialzi sono solo scarsamente legati all’andamento economico
3) L’azionario guarda sempre verso il futuro
4) La azioni amano la liquidità facile.

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