CORONA VIRUS : cosi' parte del mondo cambia per sempre
Dott. Luciano Ammendola
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CORONA VIRUS : cosi' parte del mondo cambia per sempre
Come i miei lettori avranno certamente capito, la maggioranza dei miei articoli trova la sua nascita nel materiale che grazie anche al supporto di mio figlio Tommaso, mi arriva dagli Stati Uniti.
Tuttavia, il maledetto Corona Virus, è diventato purtroppo un castigo universale le cui conseguenze sono sopportate con molta similitudine in tutto il pianeta terra. In altre parole quello che vale per gli USA è molto sovente valido per il resto del mondo.
Vorrei tentare di illustrarvi quali conseguenze del CV19 sembrano destinate a cambiare PER SEMPRE la nostra vita!
1) Accelerazione della digitalizzazione delle economie mondiali.
Il caso più eclatante è quello di Amazon: l’isolamento in casa ha portato la società a fatturare oltre 1 miliardo di $ al giorno, il triplo rispetto al 2015. Impiega oltre 840.000 persone cifra superiore agli abitanti del Wyoming o dell’Alaska. Nessuno desidera più andare a selezionare i propri acquisti in loco per il rischio pandemia; inoltre la maggioranza dei consumi sono così facilmente identificabili (dentifrici, saponi, libri, medicinali, materiale sportivo, materiale domestico, frigidaire, televisori, lavatrici, detersivi, alimentari di largo consumo) che non necessitano più della presenza sul luogo d’acquisto. Restano in ballo alcune scelte di consumo nel campo moda, ottica, arredamento, alimentari ma solo quelli deperibili, automobili ma pure questo settore che sembra richiedere la presenza fisica dell’acquirente è attualmente sotto attacco.
Viene stimato che la pandemia abbia accellerato in pochi mesi un trend che sarebbe comunque esploso nei prossimi 10 anni.
2) Nuovi sistemi di lavoro,di istruzione e di sostegno medico.
L’esempio più evidente è quello medico: in pandemia molti malati di altre malattie non osavano sostare nelle sale d’attesa dei loro medici e gli stessi medici detestavano doversi esporre a tanti potenziali infetti. Via internet, da casa a studio medico, gran parte delle malattie tradizionali hanno trovato una soluzione simile a quella tradizionale, evitando viaggi, trasporti, tempi morti. Penso sia un modo di curare che non tornerà indietro.
La stessa strada sembra aver acquisito l’istruzione. Oggi si può insegnare a distanza in materie tecnologiche che non necessitano quel fattore umano che coinvolge invece le letterarie. É ovvio che certe educazioni infantili non possano esentarsi dall’avere un fattore umano pedagocico presente, ma una certa strada sembra segnata per avere, in futuro, una educazione ibrida.
Infine nel mondo degli affari ritengo che un termine debba essere cambiato oppure averne mutato il senso: MEETING. Termine adorato dalla nostra generazione che si imbesuiva di orgoglio; ...” dispiaciutissimo, ma non ci possiamo prendere un caffè insieme perché sono convocato per un meeting ...” Ma va a .......
Meeting voleva dire riunione di persone: dato che, durante la pandemia, molte riunioni sono state fatte, con buon successo, tramite videoconferenze, bisognerà cambiare il significato di meeting, oppure cambiare la parola stessa.
3) Ripensamento negativo della globalizzazione e rivalutazione del fatto in casa.
La pandemia in Europa come negli Stati Uniti ci ha colto disarmati perché la produzione di materiale medico di massa (cerotti, garze, guanti, maschere) era stato trasferito, per motivi di prezzo, nel terzo mondo. Per non parlare dell’Italia dove miliardi di mascherine erano state vendute in Cina la settimana prima che il virus attecchisse da noi.
Il nostro paese è stato poi colpito per primo per la sua esponenza commerciale con la Cina. I margini di profitto della produzione basso costo è stata lasciata prevalere sulla protezione della mercanzia fatta in casa.
Ritengo che, se gli Americani avranno un po’ di cervello, le elezioni portino alla Presidenza il personaggio più propenso a favorire l’origine nazionale del prodotto. Sino ad ora negli Usa hanno solo protetto la produzione militare (aerei, cannoni, carri armati, portaerei) e quella tecnologica (FAGMN) mentre parte del resto ha scelto di trasferirsi verso il prezzo più basso.
Il CV19 cambierà sicuramente la tendenza per la quale la sicurezza della accessibilità trionferà sul prezzo.
4) Riflesso della ineguaglianza sociale sulla qualità della vita e la precocità della morte.
Mi limito a giudicare solo gli Stati Uniti dove il Corona Virus, estremamente malgestito ha devastato in uguale violenza Wall Street e Main Street (Viene cosi’ definita la storica catena di distribuzione e di servizi che ha caratterizzato il nostro mondo sino alla fine del Secolo).
Ma mentre l’enorme quantità di nuova liquidità immessa a costo quasi zero ha fatto rimbalzare Wall Street, lo stesso risultato non si é ottenuto nella piccola azienda, nel piccolo commercio, nei posti di lavoro persi a decine di milionate.
La morte del piccolo commercio ha trascinato al ribasso il valore immobiliare delle zone di vendita al dettaglio. Sono state ad esempio completamente distrutte le attività delle conferenze tenute in alberghi e peggio ancora nelle sale predestinate, negli aereoporti, per i famosi meeting nei quali i partecipanti arrivavano in aereo dai quattro angoli dell’America per poi ripartire a conferenza finita. Non trascurando infine la completa chiusura del trasporto aereo e di quello ferroviario.
In altre parole il corona virus ha accentuato in maniera violenta un fenomeno che la tecnologia stava gia’ evidenziando: la separazione ultra selettiva della ricchezza con i pochi ricchi che sempre piu’ ricchi diventavano e con il depauperamento dei poveri. Negli USA il fenomeno si allargava per i motivi razziali : neri e poveri sono quindi scesi in piazza con le recenti conseguenze.
Il fenomeno riguarda pero’ anche l’Europa; basta guardare gli scontri avvenuti a Parigi nel corrente mese. Noi Italiani ne siamo stati per ora risparmiati anche se continuiamo, sbarchi dopo sbarchi, ad aggiungere benzina nel serbatoio. Il Corona non ha fatto altro che dinamitare questo disagio.
5) LA RIVINCITA DELLA SCIENZA
Negli ultimi 50 anni c’é stato un rovesciamento dei valori dominanti della nostra vita. E diventato piu’ importante la soddisfazione del proprio ego che non il perseguimento del bene collettivo. Dimenticando come gli scienzati, in questi anni, ci hanno quasi raddoppiato la lunghezza della vita ci hanno permesso di trasvolare intorno al mondo ad un costo ragionevole, di comunicarci, ovunque ci si trovi, di nutrire una buona parte di una popolazione che si é nel frattempo raddoppiata.
La scienza non ha quindi trovato il riconoscimento che le era dovuto e c’e’ voluto un attacco virale per capire quanto fosse piu’ importante dare tutto il possibile appoggio alla ricerca, allo studio. Non sono sicuro che il Corona abbia dato un segnale d’allarme per una vita che é giunta a premiare di piu’ i vizi, le distorsioni, le apparenze, le finzioni, gli esibizionismi, le pagliacciate ma di sicuro ha esibito, con le centinaia di migliaia di morti un invito a cambiare i valori del nostro modello di comportamento.

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