ASPETTANDO GODOT
Dott. Luciano Ammendola
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Switzerland
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ASPETTANDO GODOT
Una piece del 1953 di Samuel Becket narrava della disperata ricerca di
un misterioso Godot di cui tutti parlavano ma che nessuno aveva visto arrivare
e che……non sarebbe mai arrivato.
L’ho citato perché si applica perfettamente all’incapacità decisionale
del Governo ( ???) Italiano che promette e non consegna.
Ma la banda scornucchiata del Presidente Conte puo’ contare in Europa
di una serie parallela di incapaci al governo, il che mi fà pensare come
l’economia del mondo, quando il virus sarà debellato, evidenzierà un mostruoso
indebitamento che solo una crisi inflazionistica o un rapido positivo
ribaltamento economico, (al quale purtroppo, non credo, potrebbe onorare) e
possano risolvere.
Tutto é iniziato nei tempi susseguenti alla Grande Crisi Economica del
2008, quando, giustamente, le Banche Centrali innondarono il sistema economico
che conta (USA,Europa, Giappone e Cina) di liquidita’ accompagnate dal QE
(Quantitave Easing) e furono ricompensate da una buona, ma non eccellente,
ripresa economica: avevano salvato il mondo. Ringalluzzite, le Banche Centrali,
hanno per 10 anni lasciato le cose cosi’ come stavano ,incuranti di due
effetti :
1) Far crescere solo dolcemente l’economia
tradizionale, quella che si concilia con una bassa disoccupazione. Che sia
stato di pubblico dominio o meno i soli beneficiari di questa politica di tassi
vicino allo zero, furono i mostri del mercato Amazon,Google,Netflix e compagnia
cantante. (A tasse agevolate in paesi complici quali Lussemburgo,Olanda,Malta)
2) Data la non eccelsa ripresa economica,
moltissimi capitali si sono fermati a monte della catena di distribuzione, in
attesa del Godot che non arriva. Perchè investire nella propria azienda se
arriviamo giusto giusto a ricavarne un utile, in particolar modo adesso che la
stessa merce viene prodotta in Cina ed importata a costi dimezzati ? (Questo
fa parte della globalizzazione che ho discusso in un pezzo precedente). Si
é cosi’ optato di far confluire granparte della liquidità immessa dalle Banche
Centrali in strumenti finanziari , obbligazioni ed azioni con benefici
personali, già illustrati in precedenza,e con l’allargamento quasi
insopportabile delle differenze di classe.
Per riassumere, le Banche Centrali hanno continuato
una politica senza nessuna giustificazione empirica o teorica per oltre 10 anni
provocando una crescita modesta tra l’altro alle prese con una minaccia
globalista ed una drammatica crescita nelle quotazioni dell’Azionario e
dell’Obbligazionario ; nessuno poteva prevedere il corona virus ma sfortunatamente ci è caduto addosso a valanga in un momento
di massima e non giustificata euforia e di tassi a zero togliendoci uno dei principali strumenti di difesa.
Facile criticare con il senno di poi (Anche se personalmente ero
negativo e ribassista da piu’ di un anno pagandone il prezzo della mia auto
flagellazione mentale e delle mie perdite finanziarie) anche perché contro le mie
idee vennero scaricati oltre 20 Trilioni di USD (Compresi quegli acquisti di
obbligazioni a tasso negativo, per me incomprensibili ). Quella valangata di
soldi, invece di creare inflazione come ingenuamente prevedevo (Avevo iniziato a
comprare oro, che non ho mai amato), si é riversata in Azioni, Obbligazioni,
Immobili di lusso, Pittura e scultura di Elite, esacerbando l’ineguaglianza
sociale.
Prima del 2008 i bilanci delle grandi Banche Internazionali erano
conservativi ed
i tassi d’interesse bassi ma non eccessivamente tali ; questo consentì
alla cura ideata dalle Banche Centrali, che chiamerò QE tanto per capirci, di
funzionare. Oggi tuttavia la situazione é ben diversa e le Banche sono esposte
ad un indebitamento mostruoso e di scarsa qualità e non possono piu’ usare
tassi d’interesse in discesa.
COME FINIRÀ TUTTO CIÒ ?
Sicuramente, a breve,stiamo andando verso un periodo di deflazione dove
la quantita’ di soldi distrutti dal crollo delle Borse porterà le Banche
Centrali a stamparne ulteriori quantità sino a quando subentrerà un disamore
totale per la moneta ed una corsa ai beni rifugio in parallelo ad una
iperinflazione che farà pulizia del medio e basso ceto. Subentrerà come fattore
dominante il blocco della catena di fabbricazione e distribuzione beni. Ma se
entriamo in una recessione marcata come é possibile parlare di
iperinflazione ?
Ma le cose potrebbero non funzionare : prendiamo un bene di base
il CIBO. Una mancanza alimentare in Cina potrebbe provocare dei blocchi
dell’esportazione, delle rivolte sindacali , delle interdizioni di entrate alle
frontiere, l’impossibiltà di provvedere al raccolto per mancanza di manodopera:
non vi sto raccontando fantasie in quanto molto di tutto ciò sta accadendo in
Ticino( non nel cibo ma ad esempio nel vinicolo) dove il virus ha creato una
distruzione temporanea della catena industriale con il blocco dei frontalieri.
Ovviamente la Svizzera é la Svizzera ed ha i mezzi per coprire i buchi, ma se
questo dovesse accadere in paesi poveri ?
Una mancanza di cibo potrebbe diventare il motore di una iperinflazione
dei prezzi dello stesso, una volta rotta la catena di produzione e quella di
distribuzione.
E se una crisi economica può essere sopportabile, una iperinflazione
causata dalla cattiva gestione della crisi in corso può essere devastante per
l’attuale classe dirigente. La disuglianza sociale sarebbe portata a tali
livelli (Mi sembra aver già citato quella percentuale che vuole come il 5% della
ricchezza dei più ricchi dell’umanita sia uguale a quella del restante 95%) da
esaltare una rivolta popolare .
ORO, UNA TRAPPOLA PER STOLTI
Così avevo sempre considerato il metallo inutile a tutto quello che non
siano gioielli, sino a quando gli stessi stolti sono arrivati al potere ingabbiandoci
in questo orrendo scenario monetaristico.
Una iperinflazione porterebbe ad un ulteriore distacco affettivo dalla
moneta cartacea che basa la sua ragion d’essere non solo nella fiducia verso
chi emette tali pezzi di carta, quanto sul fatto che risponde al detto
« Meno ce ne sono, più ne aumenta il valore e viceversa »
A respingere la carta Moneta ecco le parole del Gold Council più
recente: ovviamente un’opinione interessata probabilmente finanziata da Russi e
Sud Africani :
« L’oro é l’unico bene rifugio che non comporta
nessun rischio politico,nessun rischio di credito bancario, che non può essere
svalutato stampandone ulteriori quantità, non può essere svalutato con
iniziatve di governo, non soffre di crisi politiche, di litigi commerciali, di
ribaltamenti di potere, di bilanci di stato fallimentari,di invecchiamento
della popolazione, di incapacita’ di rimborso dei debiti creati dai tassi zero,
insomma tutto quello che possiate pensare sia a rischio finanziario. »
A favore dell’Oro vi é poi il fatto che le riserve auree accumulate
dalle Banche Centrali sono scese al 10,3%
dal 13,5% ,negli ultimi 20 anni.
CONCLUSIONE
Stiamo confrontando la peggiore crisi economico finanziaria dal 1929.
E sta finendo quella convinzione malsana che le Banche Centrali possano
salvare tutto . È una crisi economica così devastante da necessitare
svariati anni per ritornare ad una « nuova normalità ».
Mi ero, con gran colpo di fortuna, sbilanciato a fine Febbraio, nel
suggerire delle pesanti vendite allo scoperto ed acquisto d’oro. Avevo poi a
fine Aprile suggerito di portare a casa almeno la metà dei grandi utili
realizzati, ma mi ero tenuto le posizione rialziste d’oro .
Le Borse hanno recuperato in Aprile un terzo delle perdite e l’oro
aveva mantenuto i suoi discreti guadagni.
Dopo un mese di prudenza sento venir vicino il collasso finale delle
Borse e sto riaprendo le posizione in vendita allo scoperto con un primo target
di 2700 contro un attuale 2840 Standard&Poor
500 con una caduta quindi vicina al 6 %. A quel livello prenderei almeno 1/2
degli utili.
Se poi rompesse al ribasso i 2700 il nuovo tonfo potrebbe portare a
2400 equivalente a circa il 20 % dai prezzi attuali.
Per l’Oro terrei una posizione tra il 15 ed il 20% del portafoglio
dovesse bucare sopra 1850/oncia potrebbe galoppare,
AUGURI !!!!!

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