UNA VITTORIA MUTILATA


Dott. Luciano Ammendola


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UNA VITTORIA MUTILATA

Da più di un anno ero convinto che le Borse del mondo fossero drogate da una serie di misure finanziarie prese dalle Banche Centrali; riduzione vicine allo zero dei tassi di interesse e stampa a gogò di liquidità (Helicopter Money) da innondare i mercati.


Il tutto era nato dopo la feroce crisi del 2008 che aveva massacrato i mercati azionari ed ha avuto il merito di aver sollevato, all’inizio del secondo decennio, tutte le economie mondiali.

Poi intervenne la mondializzazione: un fenomeno concentrato in Asia con l’esplosione dell’economia cinese a costo salariale inaccettabile in Occidente, che portò  una mostruosa concorrenza nei prodotti di scarso valore e che incitò molte aziende Americane ed Europee a trasferirvi una presenza consistente della loro produzione.

In realtà negli Stati Uniti gli uniche a continuare a crescere furono le grandi regine dell’informatica che vi ho citato mille volte le Amazon, Google, Netflix, Microsoft&Soci mentre l’industria tradizionale stentava a sopravvivere (Acciaierie, automobili).


MOMENTO DI ARRESTO

Mi fermo un attimo perché mi é stato rimproverato di parlare molto di Wall Street e poco di Piazza Affari : due le mie ragioni/scuse.
Quello che succede a New York resta la chiave finanziaria del mondo intero e si riflette su tutte le altre Borse.
Personalmente Wall Street é quel luogo che mi ha fatto campare per 50 anni e ritengo, senza essere un Guru, di conoscerla  più di molti.

Riprendiamo la storia del crollo di Borsa del 2020.

Il rallentamento dell’economia tradizionale ha portato la Federal Reserve a non dare fine alla politica di abbassamento di tassi anche quando l’allarme era finito. Quando la stessa Fed nel 2018, spaventata dalla enormità di debito pubblico che l’Helicopter Money aveva creato, tentò di riportare una parvenza di normalità, i mercati finanziari reagirono violentemente al ribasso come fosse giusto che sia. Fu allora che i poteri forti alzarono i telefoni e stopparono sul nascere (Dopo 2 mesi) tale normalizzazione.
Donald Trump sapeva benissimo che nessun Presidente era mai stato rieletto con il Dow Jones in crisi ed  un crollo in Borsa sarebbe stato un disastro personale.

Si ripartì quindi con tassi al ribasso e nessuna riduzione del mostruoso Debito Pubblico, arrivando a quasi 3000 nel Dow Jones.

Ho continuato a piangere sulle mie posizioni allo scoperto pur sapendo che tutto fosse manipolato e destinato a finir male non potevo certo pensare che sarebbe stata una Pandemia da Virus a dare il via al crollo. C’erano tutti i presupposti, mancava il grilletto.

Ho avuto la fortuna di raccomandarvi tre cose sul mio Angolo di Paul la mattina del Lunedì quando il disastro é cominciato. Tre cose da fare :
1 ) Vendere allo scoperto le Borse.
2) Per i più audaci e speculatori comprare volatilità.
3) Comprare Oro (che avevo già raccomandato all’acquisto un mese prima)

RISULTATI:
Ho chiuso Venerdì la Volatilità e rimango con posizioni ribassiste su NY ed al rialzo sull’oro, i risultati sono:
1)    + 27% Borse
2)    +119% Volatilità
3)    -8% Oro
Sono ovviamente molto soddisfatto dopo tanto tempo di sofferenze, ma sono deluso di non aver fatto l’en plein.

ALLORA TORNIAMO ALL’ORO.
Con l’oro ho sempre avuto un rapporto difficile ma essendo ribassista sui mercati azionari mi sembrava logico essere rialzista sull’oro da sempre considerato come bene rifugio quando il mondo traballa.

Vi ho consigliato l’oro intorno a 1450 $/oncia con un buon feeling che ha portato il metallo sino a 1645:  il problema é che in parallelo al crollo di Wall Street l’oro ha perso il 10% . Ho tentato di spiegarmelo con il fatto che gli investitori professionali massacrati nelle loro posizioni rialziste in Borsa, acquistate a credito, avessero venduto oro sul quale erano in utile per fare cassa. Ma il fenomeno é continuato anche se in maniera meno violenta, con il crollo di questo mese.

Insomma é diventato chiaro come l’oro segua i mercati azionari.

Ancora peggio hanno fatto i titoli azionari minerari che hanno addizionato al tonfo della Borsa quello del metallo.

Con il Corona Virus si é fermata tutta l’economia mondiale che conta. Tutti i governi, oltre alle misure sanitari, sanno di dover intervenire per fare si che non venga a mancare la liquidità al sistema, annunciando il rilancio del quantitative easing, oppure notevoli benefici fiscali oppure ancora tutte e due insieme; hanno inoltre promesso che qualora questo Helicopter Money creasse eccessiva inflazione sarebbero pronti a bloccare, oltre un certo limite, il rialzo dei tassi d’interesse.

Ancora una volta si sta creando una situazione insostenibile alla quale manca solo il grilletto.

Non si può impunemente aumentare un indebitamento già mostruoso al momento attuale, senza provocare inflazione e perdita del valore della moneta: alla minima ripresa economica ritengo l’oro possa riprendere il suo rialzo verso quota 2000 $/oncia.

Questo tuttavia non esclude nuovi minimi verso quota 1400 qualora, come temo, Wall Street perdesse sino a 2100 del Dow Jones malgrado qualche rimbalzo rialzista definito in gergo «Dead Cat Bounce» (descrive quel fremito di gambe che sovente fà un gatto appena ucciso).   

Dato che ritengo che alla fine della fiera i governi riusciranno a contenere il disastro e che nel frattempo salterà fuori qualche palliativo al virus, le conseguenze del momento in cui viviamo saranno una forte perdita di valore del fiat money (Così definito il denaro garantito da uno stato, potremmo tradurlo in moneta ufficiale) ed una possibile inflazione.

E se le Borse riprenderanno a salire e le Banche Centrali manterranno la promessa di contenere entro un certo limite un rialzo dei tassi, Oro, Argento e titoli minerari saranno in prima fila.

Per il breve termine attendo il momento giusto per ritentare delle vendite al ribasso, ma con quantità nettamente inferiori: il bello é passato (+119%) resta fidarsi del proprio fiuto non sempre corretto come l’oro ha dimostrato.

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