Come investire con i tassi in negativo
Dott. Luciano Ammendola
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Come investire con i tassi in negativo
Le Banche Centrali continuano a mantenere i tassi
a livelli bassissimi ed alcune banche oggi addebitano i clienti che mantengono in
liquidità il loro conto non avendo idee sostenibili per un ragionevole
investimento.
Questo é ovviamente il motivo per cui, per
disperazione, i fondi pensione nel mondo, che non hanno sufficenti coperture
per onorare le loro esposizioni con i loro vecchietti si sono lanciate in
investimenti a rischio in Borsa che al momento attuale consentono loro di
coprire le necessità più immediate (Ricordiamo
che noi BABY boomers siamo in tanti ad andare in pensione oltre ad avere il
vizio di andare in Paradiso sempre più tardi).
Dovendo abbandonare il tradizionale, vado ad
elencarvi alcune possibilità di investimento che trovano sufficenti motivazioni
in tre filtri: il loro basso prezzo, il loro habitat politico, la loro evoluzione demografica.
Cominciamo dal FUTURO POLITICO
Avevo scritto di recente un commento nel quale
auspicavo, con un filo di humour, un desiderabile rientro in scena di Carlo
Marx : ovviamente non un ritorno del comunismo, quanto di più stupido un economista possa desiderare, ma una
ridistribuzione più intelligente della
ricchezza, da fare subito senza essere obbligati a farla sotto minacce dei meno
favoriti.
I grafici più
terrificanti dell’economia USA, quella che condiziona il resto del mondo
La divisione della ricchezza (Wealth) tra le
3 CLASSI GENERAZIONALI che avevo illustrato in un blog che pochi hanno
letto (E mi dispiace per i Vs nipoti) é evidente: i baby Boomers sono quelli che
dispongono di più beni; ma mentre una
volta andati in pensione potevano campare con gli interessi dei loro
investimenti obbligazionari ed allo stesso tempo dare una mano ai figli e
nipoti, coi tassi zero questo modo di vita sparisce. I Baby Boomers, per la
prima volta, hanno paura di non riuscire ad invecchiare in serenità e tagliano
le regalie.
La bolla dei numero di pensionati Baby Boomers sta
arrivando al suo apogeo previsto tra il 2023 ed il 2027. I gestori delle loro pensioni, per
riuscire (?) a stare dietro ha investito sempre più pesantemente in strumenti a rischio, dalle azioni di
crescita In opposizione a quelle di valore (Apple, vedi grafico, é il titolo più capitalizzato del mondo raddoppiando il suo valore nel
2019, aumentandolo nel 4° Trimestre del 2019 di 300 Miliardi).
Poi gli stessi gestori si sono dedicati a
sottoscrivere, nella ricerca di reddito, obbligazioni di valore decrescente:
drammatica la diminuzione della differenza di reddito tra Bonds Tripla AAA e
Junk Bonds (Obbligazioni spazzatura), buttata a mare qualsiasi saggia prudenza.
Sono stati usati, per far cassa, tutti gli
strumenti disponibili: ne so qualche cosa per aver perso parecchi soldi con l’acquisto
di Volatilità (uno strumento ribassista che si azzera nel tempo) e che invece hanno
correttamente continuato a vendere incassando il premio tempo Una operazione
che é stata molto pagante dal 2009 ad oggi con la morte di VIX.

E veniamo alla POLITICA degli anni a venire. I
ricchi stanno diventando sempre più ricchi.

I ricchi al mondo rappresentano l’1% della
popolazione ma posseggono il 45% delle ricchezze del mondo. Il Capitale
continua ad arricchirsi a discapito della quantità e della remunerazione del
lavoro:
1)
Le Società stanno sostituendo gli impieghi con il software
dell’informatica.
2)
Molte aziende hanno trasferito la loro produzione in
paesi con costi del lavoro di molto inferiori.
3)
Molte aziende si sono impiantate in paesi con benefici
fiscali (Irlanda, Corea, Belgio).
4)
I ricchi proprietari hanno poi usato il risparmio sulla
mano d’opera per incrementare i propri salari o per comprare le proprie azioni
facendo esplodere le quotazioni in Borsa che vengono poi premiate con dei Bonus
belli cicciotti.

Altro stupefacente grafico che mostra come i 10
uomini più ricchi del mondo
possiedono una fortuna superiore al PNL di molti paesi (Svizzera, Argentina, Polonia).
La bolla
antipolitica
Le enormi discrepanze nei benefici creati dai FAANG
(Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) per pochi eletti hanno fatto da
contraltare alla distruzione del piccolo commercio, dei lavori gestibili dai
robot, dall’imbarbarimento artistico della musica, pittura, letteratura.
Ha così creato
nella classe media della GENERATION X (i nostri figli) una ribellione populista
dai Salvini nostri, ai Gilets Jaunes, alla piccola borghesia della Middle
America.
Mi lancerò in una
ardimentosa previsione: i ricchi non sopravviveranno alla futura politica
anti-bolle. I ricchi verranno considerati come i capri espiatori della prossima
crisi finanziaria che continuo a ritenere in arrivo. Potrebbe già avvenire
qualora Trump perdesse le elezioni togliendo forza ad un corporativismo che si
arricchisce distruggendo il lavoro e non pagando le tasse dovute. La Middle Class
USA é incazzata nera ed anche se attualmente divisi tra Bernie Sanders ed
Elisabeth Warren, i Democratici sembrano in vantaggio, per un cambio di
sistema.
L’EVOLUZIONE DEMOGRAFICA
Un discreto motivo per giustificare un
investimento viene fornito dall’evoluzione demografica. Sappiamo tutti come la
perdita di posti di lavoro dovuta all’evoluzione tecnologica stia consigliando,
nei paesi civili, una diminuzione della natalità. I Millenials non si sposano
più ed ancor meno pensano a fare
figli.
L’età media in Europa é di 42, di 38 negli Stati
Uniti (dopo essere stata di 29 negli
anni 60), 37 in Cina e 46 in Giappone.
É stata
formulata la teoria dei Monsoni che vuole che mentre il Mondo Occidentale si
sta riempendo di debiti e di una popolazione invecchiante, i paesi dell’Oceano
Indiano hanno una situazione opposta: poco debito ed una popolazione giovane.
Qualche cifra di età media: India 27, Iran 30 Turchia 30, Israele 30,5,
Indonesia 30, Malesia 28,6, Pakistan 22, Marocco ed Algeria 28.
Ovviamente una bassa media di età é sempre stata,
nella storia, un punto di forza in quanto lasciava spazio, alle dovute
condizioni, ad una crescita esponenziale. Inoltre molti di questi paesi hanno
costi di lavoro estremamente competitivi e subiscono meno la concorrenza
tecnologica.
I PREZZI BASSI
Un altro fattore per scegliere i vostri
investimenti é sicuramente quello delle quotazioni convenienti.
Ma anche qui occorre fare una cernita: ci sono
paesi con basse quotazioni di Borsa ma che spaventano per ragioni politiche
(Turchia, Israele, Iran) altri (Quasi tutti gli africani) per ragioni Politiche
e debolezza delle materie prime.
Per quel che riguarda i grafici, i più interessanti, che hanno un potenziale di forte crescita
(Ma da comprare solo dopo che Wall Street avrà fatto la forte correzione che mi
aspetto) sono l’Egitto, l’Indonesia, il Marocco che sono rimasti ai prezzi di
inizio secolo.
Il più
interessante sembra essere l’India con una inflazione finalmente in calo, una
popolazione che arriva all’età più
produttiva ed una gestione politica diventata molto comprensiva e generosa. Il
grafico mostra come l’indice abbia rotto al rialzo dei livelli che resistevano
dal 2008; anche qui da acquistare solo dopo il botto di Wall Street simile a
quanto successo nel 2008.

VENIAMO AD INVESTIMENTI PIÙ COSTOSI MA PIÙ TRANQUILLI.
RUSSIA
Gli indici hanno avuto un buon comportamento
rialzista in questi ultimi tempi, non parliamo quindi di prezzi stracciati. Ma
la situazione politica non potrebbe essere più stabile con Putin che ha ripulito il Governo dai tanti delinquenti in giro
per il mondo, Il Ministero delle Finanze si è riempito d’oro (Di cui parlerò dopo)
si é slegato dalla correlazione perpetua al valore del Dollaro USA ed ha
indirizzato la politica economica verso la stabilità in sostituzione della
crescita a tutti i costi.
Quello che risalta é come malgrado i rialzi, il
rapporto Prezzo/Utili si trova ad un economicissimo 6,15 (In America siamo sopra il 20) ed il reddito da dividendi del 6,67%, è molto
appetitoso. Un paese che ha risolto molti problemi che l’Occidente si prepara
ad affrontare: da comprare in caso di ribassi.
ORO
Da sempre nella mia vita avevo condiviso la
definizione dell’oro del grande economista John Edward Keynes:
L’oro é una barbara reliquia
Poi però non
essendo sordo agli avvenimenti ancora più stupefacenti
come la nascita del Bitcoin mi é venuto logico, unicamente per eliminazione,
una visione possibilista e positiva dell’oro. Non é importante quello che penso
ma diventa fondamentale quello che pensano gli investitori. Allora ho
pubblicato addirittura due articoli sull’oro per enfatizzare questo mio cambio
di campo.
La prima campana di allarme é arrivata con il
massiccio acquisto di oro da parte del
Tesoro di molti paesi tra i quali la Russia di Putin che, come sapete,
gode della mia grande stima (Amicizia con Berlusconi a parte).
Mi sono accodato a questa scelta a fine 2019 dando
parecchio riflesso ai maggiori titoli minerari (American Barrick) e sono stato
premiato con un rialzo del 40% in meno di due mesi.
Intanto, se paragoniamo il prezzo di Wall
Street (Standard&Poor 500) a quello
dell’oro che aveva toccato quota 5 solo nel 1929 e nel 1980 (Il famoso 29 e
l’esplosione dell’inflazione anni 80 con il petrolio alle stelle). Da quel
momento questo rapporto non ha fatto altro che scendere toccando i minimi a
fine secolo (La bolla tecnologica dei computers), dando segni di vita solo
durante il crollo in Borsa del 2008. Siamo a livelli molto economici.
La terza ragione per investire in oro proviene
dall’analisi tecnica. Il grafico
mostra il prezzo dell’oro che ha rotto la resistenza
al rialzo di 1400, avvicinandosi, in questi giorni, ad un target di 1640. Se
superato, il target seguente sarebbe quello dei massimi raggiunti nel 2010
durante la GFC (Great Financial Crisis ) vicino a quota 2000.
Dato che piove quasi sempre sul bagnato è
subentrata una attenzione particolare per il possesso d’oro con l’allarme
provocato dalla CORONA Virus. Non é certo un motivo logico per comprare oro, ma
così va il mondo e l’oro diventa bene
rifugio.
CONCLUSIONE
Non esiste nulla di regalato per i vostri
investimenti, ma non sarei alieno ad aumentare l’oro, aggiungendo
l’acquisto di Argento, molto in ritardo rispetto al rialzo dell’oro, e
raddoppiando i titoli minerari. In aggiunta prendere una piccola esposizione in Russia, in
caso di un calo del 5%.
Sono due investimenti lontani dai mercati delle
Borse tradizionali quelle che restano a mio avviso, assolutamente da non
comprare.
Infine, poiché sono testone, per i più coraggiosi tornerei a comprare la volatilità, questa sì
potenzialmente legata ad un evolversi negativo della dispersione del Coronavirus.
Insomma, massima prudenza, in attesa di un periodo
molto negativo, che consentirà di
rientrare in investimenti tradizionali.


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