IL GIRO DEL MONDO IN 80 GUAI


Dott. Luciano Ammendola
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IL GIRO DEL MONDO IN 80 GUAI
Mi sono assentato un pò dai nostri contatti e potrei raccontarvi una bugia qualunque, ma, in realtà la mia assenza è dovuta al fatto che trovo molta difficoltà a fare un lucido esame della situazione Borsistica nel mondo.
Il fatto è che sono subentrati fenomeni di politica economica che hanno ribaltato molte delle (vecchie?) sicurezze che ci aiutavano a seguire i mercati finanziari.
Siamo, a suo tempo, rimasti tutto sommato ammirativi quando, dopo la Grande Crisi Finanziaria del 2008, le Banche Centrali hanno via via azzerato i tassi di interesse ed in contemporanea hanno innondato di liquidatà (QE) i mercati, facendo crescere a dismisura l’indebitamento del mondo intero. É stata una mossa estrema ma azzeccata in quanto ha consentito alle varie economie, chi più, chi meno, di riprendersi. Ci si attendeva inoltre come effetto collaterale, anche la ripresa di una sana e modesta inflazione e l’aumento del mostruoso debito pubblico mondiale trovava una sua giustificazione morale nel recupero dei posti di lavoro persi nei paesi ricchi. Che poi ci siano paesi mal gestiti con una generazione di giovani a spasso come l’Italia, questo sfugge alle statistiche di Bruxelles o dell’America del Sud (Vedi disordini brutali in Cile).
Ci si attendeva pero’, allo stesso tempo, un progressivo ritorno alla normalità con fatturati ed occupazione in lento ma costante progresso, ma questo è avvenuto unicamente negli Stati Uniti ed ancora, specificatamente nei settori ultra avanguardisti nel commercio elettronico e nella tecnologia di comunicazione dei famosi FAANMG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Microsoft, Google) dei quali vi ho parlato di recente. Il resto del mondo ha subito invece due fenomeni parzialmente prevedibili: il rallentamento della crescita cinese (che si é fatta accompagnare da scelte governative bislacche (Vedi la gestione dell’immobiliare) ed del mal contrastato e gestito fenomeno della mondializzazione che ha provocato, in particolare in Europa, danni impressionanti.alla piccola industria impossibilitata a competere con produzioni a costi di manodopera da schiavi del Tabacco nell’Alabama dell’800.
Siamo così arrivati a delle decisioni di investimento che sono state distorte dalla morte dell’obbligazionario  che non rappresenta più una opzione di investimento con i tassi a zero, per i gestori patrimoniali ai quali non restano che due alternative: o restare in cash o investire in Borsa sia cercando dividendi pastosi o concentrandosi nella tecnologia della nuova generazione. Il grande pubblico avendo, come per altro anche noi come presunti esperti, difficoltà a decidere si è consegnato per il nostro risparmio agli Hedge o Mutual Funds.
Ma la grande ironia della sorte vuole che se andiamo ad analizzare nel dettaglio, quello che i genietti dei Fondi hanno adottato come politica di investimento altro non è che lo specchio delle possibili due scelte: mai, negli ultimi 20 anni, i gestori di Fondi hanno conservato una percentuale (39%) così alta di liquidità e si sono persi i rialzi americani.
La Borsa è rimasta come dicono in inglese: THE ONLY GAME IN TOWN
Sino a quando varrà questa forzatura anomala siamo forzati ad esaminare quali sono gli andamenti economici nel mondo che sono, a lungo termine, gli unici dati che contano per dare una valutazione corretta dei mercati finanziari. A breve le anomalie potrebbero continuare a distorcere la realtà e far piangere noi ribassisti ma a lungo la realtà dovrebbe prevalere.
La CINA
Comincio dal punto più negativo dell’economia mondiale .
Piovendo sul bagnato, la febbre Africana dei maiali (alimento base dei cinesi) ha fatto esplodere il loro prezzo e gli indici dei costi alimentari sono in rialzo del 11,2% in Settembre dopo un aumento del 10% in Agosto rispetto ad un tradizionale 0,7% di Febbraio scorso.
Ma  questo é solo un pessimo ciliegio sulla torta, i dati macro economici sono più preoccupanti: il PNL è  cresciuto nel 3° Trimestre del 6% il più lento degli ultimi 30 anni. 

 


Sembra ottimo rispetto ai nostri dati europei ma non lo é, in prospettiva cinese. E salvo inaspettati miglioramenti questa cifra verrà ulteriormente tagliata  nell’ultimo trimestre.
Il Governo cinese cerca di reagire allargando il credito, svalutando lo Yuan ma ci sono delle scelte di sviluppo che piangono lacrime amarissime: il modo più semplice per creare fatturato ed aumentare l’occupazione era, per il Ministro Ruan Jianhong di spingere la creazione di immobili. Il risultato purtroppo é stato solo quello di creare delle città fantasma e di mettere 50 milioni di abitazioni a disposizione di abitanti non pervenuti. Mi ricorda molto la bolla del subprime del 2008 negli Stati Uniti che massacro’ l’economia mondiale .
La mancanza di acquisti immobiliari é principalmente dovuta all’inflazione dei relativi prezzi: le ultime statistiche denunciano che per il cinese medio, pur usando il 100% del proprio reddito (Arrestando quindi di mangiare, bere, vestirsi e lavarsi) ci vorrebbero 23 anni per pagare l’acquisto di una media proprietà a Pechino o Shangai.
Malgrado un disavanzo mostruoso nel  2019 tra nuove costruzioni (+6,7%) e nuovi acquisti (+2,9%) solo in Luglio in Governo Cinese si è arreso ed ha annunciato l’intenzione di abbandonare il grande supporto all’edilizia come mezzo per sostenere la crescita economica.
GERMANIA
La crescita nel paese più ricco dell’Unione Europea (Surplus di conto corrente di 16,9 miliardi nel mese di Agosto) continua a registrare delle correzioni nelle previsioni economiche per il 2020: le ultime passano da una crescita dell’1,5% a quella dello 0,5%. Tra i principali problemi quello delle esportazioni automobilistiche per le quali sono in crisi i due principali paesi importatori Cina (Per i problemi sopra elencati) e gli USA dove Trump ha minacciato ed in alcuni casi implementato, delle tariffe doganali atte a proteggere una Detroit in pieno calo di vendite (Tranne, meraviglia del momento, il primo trimestre in utile di TESLA dopo centinaia di milioni di Dollari di perdite negli ultimi anni).
SPAGNA
Allorché la Spagna stava dimostrando un certo recupero dalle pessime condizioni , due avvenimenti difficilmente prevedibili, hanno causato un forte aumento delle perplessità per la propria risalita economica.
La Catalogna in rivolta, ovviamente la provincia (nazione?) più benestante della Penisola Iberica, sta scendendo in piazza per reclamare la propria indipendenza e di conseguenza sta creando dei danni enormi alla propensione al rischio per il debito nazionale per gli investitori esteri.
Contemporaneamente il fallimento della Thomas Cook rischia di provocare un enorme buco, valutato intorno ad 1,3 milioni di mancate presenze turistiche con danni per oltre 500 alberghi che campavano di questo per la stagione invernale.
Entrambi questi avvenimenti stanno colpendo un paese che, a fatica stava cercando di uscire dalla profonda crisi, anche lui in preda di una anomala offerta immobiliare che non trova compratori stranieri anche per la mancata certezza del futuro politico con elezioni in arrivo per Novembre ( Ebbene sì, esistono paesi senza personaggiucci come Mattarella, dove il popolo puo’ votare se non é contento....).
Ho solo citato i casi più gravi ma  la Francia ha i suoi Gilets Jaunes, il Giappone é in una situazione di non crescita da oltre 10 anni per non citare l’Italia sulla quale é meglio sorvolare.
Da notare che in Giappone il Governo sta sperimentando un nuovo pastrocchio nato sulla base di un passato che vedeva il paese accumulare enormi entroiti dalle esportazioni, allora competitive per qualità e prezzi e oggi in difficolta con la mondializzazione dei prodotti fabbricati nel resto dell’Asia. L’operazione consiste nel far comprare allo Stato azioni di aziende quotate in Borsa ed è stata talmente portata avanti che oggi lo Stato rientra tra i 10 più grandi azionisti del 40% delle azioni quotate . Ecco come il Nikkei viene manipolato.
Inoltre di recente é entrata in scena una guerra sui dazi doganali, in entrata USA, dopo il primo scontro che ha dato torto tramite la WTO ai sussidi francesi per i loro Airbus (guarda caso, nel momento in cui la Boeing annunciava la sospensione delle consegne del suo modello più venduto il 737MAX che aveva provocato in due disastri centinaia di morti). In tutto nuove  tasse ai prodotti Europei dalle Auto Tedesche, ai vini francesi ed agli Scottish&Irish whiskies per fare degli esempi più eclatanti.
STATI  UNITI
Come sempre il paese più complesso da analizzare sono gli USA: ad inizio dell’anno molti analisti annunciavano un imminente deterioramento dell’economia con effetti devastanti sui mercati borsistici. Le spinte rialziste e ribassiste si eqivalgono
SPINTE RIBASSISTE
La guerra tra Cina ed USA per le tariffe doganali ha prima di tutto un carattere che nulla ha a che vedere con l’economia: la Cina per atteggiamenti ancestrali non intende perdere la faccia e Trump non può permettersi di cedere in vista delle elezioni del prossimo anno. Resta quindi possibile una continua lotta che ovviamente crea danni economici per entrambe le parti.
Con toni meno accesi la stessa guerra doganale sta investendo USA ed Unione Europea.
Molti grandi nomi dell’industria tradizionale Americana come Caterpillar, Ford,Boeing, Twitter hanno annunciato trimestrali pessime e persino Amazon, che fa parte dell’elite in crescita, ha dato pessimi risultati.
Inoltre anche se le grandi  FAANMG fanno fatturati mostruosi, esse hanno due enormi difetti :
a)     Occupano  meno personale, usando se possibile basi all’estero per la distribuzione. Nel frattempo ammazzano il piccolo commercio e l’occupazione. Ripeto il mio esempio favorito: perchè recarsi nel caos di tutti i centricittà per comprare un libro quando Amazon te lo consegna alla porta di casa in 24 ore? Perchè andare al cinema se Netflix , seduto in poltrona a casa tua,ti da’ tutte le novita’ ? Perché Luciano Ammendola é schiavo di Facebook?
b)     I paesi, come l’Irlanda, che offrono loro asilo, consentono dei trattamenti fiscali favolosi in quanto per loro sono tutti soldi che arrivano dal cielo.
Le vendite al dettaglio sono diminuite a -0,3% in Settembre ed é atteso in negativo il Consumer Spending di Ottobre .
Infine la crescita dei consumi dovrebbe scendere dall’ottimo 4,2% del secondo trimestre al 2,5% nel Terzo.
SPINTE RIALZISTE
I recenti risultati dell’economia  sono soddisfacenti con crescite superiori al 2,5% per il PNL. Anche se previsto in calo, si tratta di numeri che comunque sono migliori del resto del mondo.
La disoccupazione, intorno al 4%, rappresenta un successo straordinario, essendo praticamente vicina al minimo fisicamente possibile.
Ma il punto di forza più aggressivo è dato dal fatto che, con le elezioni alle porte Trump intende usare qualunque mezzo dalle dogane, ai muri di confine col Messico, al licenziamento dell’attuale Presidente della Federal Reserve, per conservare, anche artificialmente la Borsa ai massimi.
Queso è il mondo degli 80 guai che stiamo oggi lasciando ai nostri figli Io non mi ci trovo ma sono sicuro che sapranno cavarsela.   

Essendo, a torto, rimasto ribassista da più di un anno faccio fatica a sopportare il mio errore, ma rimango dell’avviso che nel 2020 i soldi si faranno al ribasso.

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