IL GIRO DEL MONDO IN 80 GUAI
Dott.
Luciano Ammendola
Via B. Longhena 50
6900 Lugano
Switzerland
Tel. +41 91 922 58 57
Fax +41 91 922 58 61
IL GIRO DEL MONDO IN 80 GUAI
Mi sono assentato un pò dai
nostri contatti e potrei raccontarvi una bugia qualunque, ma, in realtà la mia
assenza è dovuta al fatto che trovo molta difficoltà a fare un lucido esame
della situazione Borsistica nel mondo.
Il fatto è che sono
subentrati fenomeni di politica economica che hanno ribaltato molte delle
(vecchie?) sicurezze che ci aiutavano a seguire i mercati finanziari.
Siamo, a suo tempo, rimasti
tutto sommato ammirativi quando, dopo la Grande Crisi Finanziaria del 2008, le
Banche Centrali hanno via via azzerato i tassi di interesse ed in contemporanea
hanno innondato di liquidatà (QE) i mercati, facendo crescere a dismisura
l’indebitamento del mondo intero. É stata una mossa estrema ma azzeccata in
quanto ha consentito alle varie economie, chi più, chi meno, di riprendersi. Ci
si attendeva inoltre come effetto collaterale, anche la ripresa di una sana e modesta
inflazione e l’aumento del mostruoso debito pubblico mondiale trovava una sua giustificazione
morale nel recupero dei posti di lavoro persi nei paesi ricchi. Che poi ci
siano paesi mal gestiti con una generazione di giovani a spasso come l’Italia,
questo sfugge alle statistiche di Bruxelles o dell’America del Sud (Vedi
disordini brutali in Cile).
Ci si attendeva pero’, allo
stesso tempo, un progressivo ritorno alla normalità con fatturati ed
occupazione in lento ma costante progresso, ma questo è avvenuto unicamente
negli Stati Uniti ed ancora, specificatamente nei settori ultra avanguardisti
nel commercio elettronico e nella tecnologia di comunicazione dei famosi FAANMG
(Facebook, Apple, Amazon, Netflix, Microsoft, Google) dei quali vi ho parlato di
recente. Il resto del mondo ha subito invece due fenomeni parzialmente
prevedibili: il rallentamento della
crescita cinese (che si é fatta accompagnare da scelte governative
bislacche (Vedi la gestione dell’immobiliare) ed del mal contrastato e gestito
fenomeno della mondializzazione che
ha provocato, in particolare in Europa, danni impressionanti.alla piccola
industria impossibilitata a competere con produzioni a costi di manodopera da
schiavi del Tabacco nell’Alabama dell’800.
Siamo così arrivati a delle
decisioni di investimento che sono state distorte dalla morte
dell’obbligazionario che non rappresenta
più una opzione di investimento con i tassi a zero, per i gestori patrimoniali
ai quali non restano che due alternative: o restare in cash o investire in
Borsa sia cercando dividendi pastosi o concentrandosi nella tecnologia della
nuova generazione. Il grande pubblico avendo, come per altro anche noi come
presunti esperti, difficoltà a decidere si è consegnato per il nostro risparmio
agli Hedge o Mutual Funds.
Ma la grande ironia della
sorte vuole che se andiamo ad analizzare nel dettaglio, quello che i genietti
dei Fondi hanno adottato come politica di investimento altro non è che lo
specchio delle possibili due scelte: mai, negli ultimi 20 anni, i gestori di
Fondi hanno conservato una percentuale (39%) così alta di liquidità e si sono
persi i rialzi americani.
La Borsa è rimasta come
dicono in inglese: THE ONLY GAME IN TOWN
Sino a quando varrà questa
forzatura anomala siamo forzati ad esaminare quali sono gli andamenti economici
nel mondo che sono, a lungo termine, gli unici dati che contano per dare una
valutazione corretta dei mercati finanziari. A breve le anomalie potrebbero
continuare a distorcere la realtà e far piangere noi ribassisti ma a lungo la
realtà dovrebbe prevalere.
La CINA
Comincio dal punto più
negativo dell’economia mondiale .
Piovendo sul bagnato, la
febbre Africana dei maiali (alimento base dei cinesi) ha fatto esplodere il
loro prezzo e gli indici dei costi alimentari sono in rialzo del 11,2% in
Settembre dopo un aumento del 10% in Agosto rispetto ad un tradizionale 0,7% di
Febbraio scorso.
Ma questo é solo un pessimo ciliegio sulla
torta, i dati macro economici sono più preoccupanti: il PNL è cresciuto nel 3° Trimestre del 6% il più
lento degli ultimi 30 anni.
Sembra ottimo rispetto ai
nostri dati europei ma non lo é, in prospettiva cinese. E salvo inaspettati
miglioramenti questa cifra verrà ulteriormente tagliata nell’ultimo trimestre.
Il Governo cinese cerca di
reagire allargando il credito, svalutando lo Yuan ma ci sono delle scelte di
sviluppo che piangono lacrime amarissime: il modo più semplice per creare
fatturato ed aumentare l’occupazione era, per il Ministro Ruan Jianhong di
spingere la creazione di immobili. Il risultato purtroppo é stato solo quello
di creare delle città fantasma e di mettere 50 milioni di abitazioni a
disposizione di abitanti non pervenuti. Mi ricorda molto la bolla del subprime
del 2008 negli Stati Uniti che massacro’ l’economia mondiale .
La mancanza di acquisti
immobiliari é principalmente dovuta all’inflazione dei relativi prezzi: le
ultime statistiche denunciano che per il cinese medio, pur usando il 100% del proprio
reddito (Arrestando quindi di mangiare, bere, vestirsi e lavarsi) ci vorrebbero
23 anni per pagare l’acquisto di una media proprietà a Pechino o Shangai.
Malgrado un disavanzo
mostruoso nel 2019 tra nuove costruzioni
(+6,7%) e nuovi acquisti (+2,9%) solo in Luglio in Governo Cinese si è arreso
ed ha annunciato l’intenzione di abbandonare il grande supporto all’edilizia come
mezzo per sostenere la crescita economica.
GERMANIA
La crescita nel paese più
ricco dell’Unione Europea (Surplus di conto corrente di 16,9 miliardi nel mese
di Agosto) continua a registrare delle correzioni nelle previsioni economiche
per il 2020: le ultime passano da una crescita dell’1,5% a quella dello 0,5%.
Tra i principali problemi quello delle esportazioni automobilistiche per le
quali sono in crisi i due principali paesi importatori Cina (Per i problemi
sopra elencati) e gli USA dove Trump ha minacciato ed in alcuni casi
implementato, delle tariffe doganali atte a proteggere una Detroit in pieno
calo di vendite (Tranne, meraviglia del
momento, il primo trimestre in utile di TESLA dopo centinaia di milioni di
Dollari di perdite negli ultimi anni).
SPAGNA
Allorché la Spagna stava
dimostrando un certo recupero dalle pessime condizioni , due avvenimenti
difficilmente prevedibili, hanno causato un forte aumento delle perplessità per
la propria risalita economica.
La Catalogna in rivolta,
ovviamente la provincia (nazione?) più benestante della Penisola Iberica, sta
scendendo in piazza per reclamare la propria indipendenza e di conseguenza sta
creando dei danni enormi alla propensione al rischio per il debito nazionale per
gli investitori esteri.
Contemporaneamente il
fallimento della Thomas Cook rischia di provocare un enorme buco, valutato
intorno ad 1,3 milioni di mancate presenze turistiche con danni per oltre 500
alberghi che campavano di questo per la stagione invernale.
Entrambi questi avvenimenti
stanno colpendo un paese che, a fatica stava cercando di uscire dalla profonda
crisi, anche lui in preda di una anomala offerta immobiliare che non trova
compratori stranieri anche per la mancata certezza del futuro politico con
elezioni in arrivo per Novembre ( Ebbene sì, esistono paesi senza
personaggiucci come Mattarella, dove il popolo puo’ votare se non é
contento....).
Ho solo citato i casi più
gravi ma la Francia ha i suoi Gilets
Jaunes, il Giappone é in una situazione di non crescita da oltre 10 anni per
non citare l’Italia sulla quale é meglio sorvolare.
Da notare che in Giappone il
Governo sta sperimentando un nuovo pastrocchio nato sulla base di un passato
che vedeva il paese accumulare enormi entroiti dalle esportazioni, allora
competitive per qualità e prezzi e oggi in difficolta con la mondializzazione
dei prodotti fabbricati nel resto dell’Asia. L’operazione consiste nel far
comprare allo Stato azioni di aziende quotate in Borsa ed è stata talmente
portata avanti che oggi lo Stato rientra tra i 10 più grandi azionisti del 40%
delle azioni quotate . Ecco come il Nikkei viene manipolato.
Inoltre di recente é entrata in scena una guerra sui dazi
doganali, in entrata USA, dopo il primo scontro che ha dato torto tramite la
WTO ai sussidi francesi per i loro Airbus (guarda caso, nel momento in cui la
Boeing annunciava la sospensione delle consegne del suo modello più venduto il
737MAX che aveva provocato in due disastri centinaia di morti). In tutto
nuove tasse ai prodotti Europei dalle
Auto Tedesche, ai vini francesi ed agli Scottish&Irish whiskies per fare
degli esempi più eclatanti.
STATI
UNITI
Come sempre il paese più
complesso da analizzare sono gli USA: ad inizio dell’anno molti analisti
annunciavano un imminente deterioramento dell’economia con effetti devastanti
sui mercati borsistici. Le spinte rialziste e ribassiste si eqivalgono
SPINTE RIBASSISTE
La guerra tra Cina ed
USA per le tariffe doganali ha prima di tutto un carattere che nulla ha a che
vedere con l’economia: la Cina per atteggiamenti ancestrali non intende perdere
la faccia e Trump non può permettersi di cedere in vista delle elezioni del
prossimo anno. Resta quindi possibile una continua lotta che ovviamente crea
danni economici per entrambe le parti.
Con toni meno accesi la
stessa guerra doganale sta investendo USA ed Unione Europea.
Molti grandi nomi
dell’industria tradizionale Americana come Caterpillar, Ford,Boeing, Twitter
hanno annunciato trimestrali pessime e persino Amazon, che fa parte dell’elite
in crescita, ha dato pessimi risultati.
Inoltre anche se le
grandi FAANMG fanno fatturati mostruosi,
esse hanno due enormi difetti :
a) Occupano meno personale, usando se possibile basi
all’estero per la distribuzione. Nel frattempo ammazzano il piccolo commercio e
l’occupazione. Ripeto il mio esempio favorito: perchè recarsi nel caos di tutti
i centricittà per comprare un libro quando Amazon te lo consegna alla porta di
casa in 24 ore? Perchè andare al cinema se Netflix , seduto in poltrona a casa
tua,ti da’ tutte le novita’ ? Perché Luciano Ammendola é schiavo di Facebook?
b) I paesi, come l’Irlanda,
che offrono loro asilo, consentono dei trattamenti fiscali favolosi in quanto per
loro sono tutti soldi che arrivano dal cielo.
Le vendite al dettaglio
sono diminuite a -0,3% in Settembre ed é atteso in negativo il Consumer
Spending di Ottobre .
Infine la crescita dei
consumi dovrebbe scendere dall’ottimo 4,2% del secondo trimestre al 2,5% nel
Terzo.
SPINTE RIALZISTE
I recenti risultati
dell’economia sono soddisfacenti con
crescite superiori al 2,5% per il PNL. Anche se previsto in calo, si tratta di
numeri che comunque sono migliori del resto del mondo.
La disoccupazione,
intorno al 4%, rappresenta un successo straordinario, essendo praticamente
vicina al minimo fisicamente possibile.
Ma il punto di forza più
aggressivo è dato dal fatto che, con le elezioni alle porte Trump intende usare
qualunque mezzo dalle dogane, ai muri di confine col Messico, al licenziamento
dell’attuale Presidente della Federal Reserve, per conservare, anche
artificialmente la Borsa ai massimi.
Queso è il mondo degli 80 guai che stiamo oggi lasciando
ai nostri figli Io non mi ci trovo ma sono sicuro che sapranno cavarsela.
Essendo, a torto,
rimasto ribassista da più di un anno faccio fatica a sopportare il mio errore,
ma rimango dell’avviso che nel 2020 i soldi si faranno al ribasso.

Commenti
Posta un commento