Per brillare nei salotti della Terza Età.
Dott.
Luciano Ammendola
Via
B. Longhena 50
6900
Lugano
Switzerland
Tel.
+41 91 922 58 57
Fax
+41 91 922 58 61
Per brillare nei salotti della Terza Età.
Come tanti figli del dopoguerra non vado più in
discoteca ed il massimo del divertimento notturno diventa una chiaccherata dopo
cena con gli amici. Per impressionare gli altri si finisce col parlare delle proprie
malattie: chi ha le vertebre che scricchiolano, chi non sente più dall’orecchio
sinistro, chi si sveglia alle 3 di mattina e non riesce a riaddormentarsi,
insomma una panoplia di guai con una corsa a chi riesce a prevalere
nell’impressionare i commensali. Ma ormai non impressiona più nemmeno una
cataratta con forti disturbi alla vista ne una dolorosa colica renale.
Allora per trionfare con gli amici vi renderò
compartecipi di un fenomeno finanziario con il quale potrete impressionarli
oppure farli addormentare sulla poltrona.
LA
DEFLAZIONE DEL DEBITO
In teoria una deflazione è un fenomeno gradito al
consumatore :alcuni secoli orsono ci volevano tre ore di lavoro per
pagarsi una fetta di pane mentre oggi, grazie ai miglioramenti tecnologici
bastano dieci minuti di lavoro per ottenere lo stesso risultato magari
aggiungendo anche il burro al pane.
La Deflazione del debito è invece un’altra storia.
Se il debito perde di valore, che viene calcolato in
base al reddito che produce (gli interessi che il debitore paga a chi gli ha
concesso un credito), automaticamente il livello percentuale della rendita
aumenterà (diventerà più caro per il debitore saldare il suo debito). Più alto
il reddito e più rischioso diventa il debito, in quanto più difficile
(oneroso ?) da rimborsare.
Se il reddito continua a salire ed il valore del
debito flette arriverà il momento in cui diventerà chiaro come il debitore non
sarà ritenuto più in condizione di rimborsare il suo debito.
Un tipico esempio di tale fenomeno ebbe luogo in
Italia ( non ci lasciamo mancare mai nulla !) tra il 2011 ed il 2012
quando i Buoni del Tesoro arrivarono al 7%
livello al quale un paese sovrano viene considerato insolvente. Questo
tipico caso della deflazione del debito venne poi controbilanciato dalla Banca
centrale Europea con diversi interventi che finirono col rassicurare la
copertura degli interessi e la situazione tornò alla normalità.
E’ovvio come la Deflazione del debito sia l’incubo
delle Banche Centrali. Sino a quando l’incapacità di pagare gli interessi ed il
capitale del debito si limita al verduraio della porta accanto o alla
Concessionaria di una marca d’auto popolare, la Banca Centrale non si sente
coesa. Tutto cambia quando è il mondo imprenditoriale ad essere coinvolto Negli
Stati Uniti il debito della piccola media industria viene valutato superiore a
10 trilioni di Dollari (superiore al Prodotto Nazionale lordo della
Cina !). Il grafico che segue illustra il crollo dei Junk Bonds
(Obbligazioni spazzatura) iniziato nell’Ottobre 2018 che ha precipitosamente
obbligato la Federal Reserve a fare un girotondo a 90 gradi nella sua politica
di rientro del debito pubblico per salvare Wall Street che prima di Natale
aveva perso il 20 %.
La Borsa di New York ha recuperato, ma i problemi
finanziari non sono stati risolti.
E’ dalla parte delle obbligazioni che non ci troviamo assolutamente
al sicuro. L’indice da seguire in questo caso é lo « Spread » (la
differenza) tra il reddito dei Treasury Bills (BOT italiani) e gli Junk
Bonds. I primi considerati come
investimento senza rischio.
Se l’indice cresce significa che tutto é in ordine, se
è in calo significa che dei guai economici sono in arrivo. Dal grafico seguente
si vede come il crollo di fine 2018 sia stato recuperato ad inizio anno ma che
ora stia di nuovo rompendo al ribasso.

CONCLUSIONE
Spero avervi reso complici della Debt Deflation, una
brutta bestia che sta circolando nelle periferie. E spero di consentire ai
figli del dopoguerra di stupire il loro piccolo pubblico da salotto, se nel
frattempo non saranno caduti in un sonno ristoratore.

Commenti
Posta un commento