Per brillare nei salotti della Terza Età.


Dott. Luciano Ammendola

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Per brillare nei salotti della Terza Età.

Come tanti figli del dopoguerra non vado più in discoteca ed il massimo del divertimento notturno diventa una chiaccherata dopo cena con gli amici. Per impressionare gli altri si finisce col parlare delle proprie malattie: chi ha le vertebre che scricchiolano, chi non sente più dall’orecchio sinistro, chi si sveglia alle 3 di mattina e non riesce a riaddormentarsi, insomma una panoplia di guai con una corsa a chi riesce a prevalere nell’impressionare i commensali. Ma ormai non impressiona più nemmeno una cataratta con forti disturbi alla vista ne una dolorosa colica renale.

Allora per trionfare con gli amici vi renderò compartecipi di un fenomeno finanziario con il quale potrete impressionarli oppure farli addormentare sulla poltrona.

LA DEFLAZIONE DEL DEBITO

In teoria una deflazione è un fenomeno gradito al consumatore :alcuni secoli orsono ci volevano tre ore di lavoro per pagarsi una fetta di pane mentre oggi, grazie ai miglioramenti tecnologici bastano dieci minuti di lavoro per ottenere lo stesso risultato magari aggiungendo anche il burro al pane.

La Deflazione del debito è invece un’altra storia.

Se il debito perde di valore, che viene calcolato in base al reddito che produce (gli interessi che il debitore paga a chi gli ha concesso un credito), automaticamente il livello percentuale della rendita aumenterà (diventerà più caro per il debitore saldare il suo debito). Più alto il reddito e più rischioso diventa il debito, in quanto più difficile (oneroso ?) da rimborsare.
Se il reddito continua a salire ed il valore del debito flette arriverà il momento in cui diventerà chiaro come il debitore non sarà ritenuto più in condizione di rimborsare il suo debito.

Un tipico esempio di tale fenomeno ebbe luogo in Italia ( non ci lasciamo mancare mai nulla !) tra il 2011 ed il 2012 quando i Buoni del Tesoro arrivarono al 7%  livello al quale un paese sovrano viene considerato insolvente. Questo tipico caso della deflazione del debito venne poi controbilanciato dalla Banca centrale Europea con diversi interventi che finirono col rassicurare la copertura degli interessi e la situazione tornò alla normalità.


E’ovvio come la Deflazione del debito sia l’incubo delle Banche Centrali. Sino a quando l’incapacità di pagare gli interessi ed il capitale del debito si limita al verduraio della porta accanto o alla Concessionaria di una marca d’auto popolare, la Banca Centrale non si sente coesa. Tutto cambia quando è il mondo imprenditoriale ad essere coinvolto Negli Stati Uniti il debito della piccola media industria viene valutato superiore a 10 trilioni di Dollari (superiore al Prodotto Nazionale lordo della Cina !). Il grafico che segue illustra il crollo dei Junk Bonds (Obbligazioni spazzatura) iniziato nell’Ottobre 2018 che ha precipitosamente obbligato la Federal Reserve a fare un girotondo a 90 gradi nella sua politica di rientro del debito pubblico per salvare Wall Street che prima di Natale aveva perso il 20 %.


La Borsa di New York ha recuperato, ma i problemi finanziari non sono stati risolti.
E’ dalla parte delle obbligazioni che non ci troviamo assolutamente al sicuro. L’indice da seguire in questo caso é lo « Spread » (la differenza) tra il reddito dei Treasury Bills (BOT italiani) e gli Junk Bonds.  I primi considerati come investimento senza rischio.
Se l’indice cresce significa che tutto é in ordine, se è in calo significa che dei guai economici sono in arrivo. Dal grafico seguente si vede come il crollo di fine 2018 sia stato recuperato ad inizio anno ma che ora stia di nuovo rompendo al ribasso.

 

CONCLUSIONE

Spero avervi reso complici della Debt Deflation, una brutta bestia che sta circolando nelle periferie. E spero di consentire ai figli del dopoguerra di stupire il loro piccolo pubblico da salotto, se nel frattempo non saranno caduti in un sonno ristoratore.

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