E SE GLI STATI UNITI DIVENTASSERO DI SINISTRA ?
Dott. Luciano Ammendola
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E SE GLI STATI UNITI DIVENTASSERO DI SINISTRA ?
Recentemente molti discorsi sono stati fatti a proposito delle evidenti sofferenze che le nuove generazioni esprimono per il modello capitalista occidentale proposto come modello di vita. Si chiamano gilets jaunes, nazionalisti, populisti sovranisti e persino neo-fascisti, mentre, a mio avviso, semplicemente, non corrispondono più a nessuno di quei partiti nati nel secolo scorso. Sono diverse le loro proteste, le loro richieste ed i valori verso i quali ambiscono arrivare.
A parte la scarsità dei posti di lavoro, disturba molto la continua crescita del divario che continua ad allargarsi tra quell’1% di super ricchi ed il resto del pianeta.
Vorrei ripercorrere un pò come si sia arrivati a creare questo divario, con un piccolo riassunto delle generazioni ancora in gioco.
1) I figli del dopoguerra
Si tratta della mia generazione di ultrasettantenni che sono entrati nel mondo del lavoro a metà degli anni 60. Il mondo si stava riprendendo e la ricostruzione era appena cominciata. Nessun volo pindarico, ma un lento, seppur continuo, miglioramento della qualità di vita. Le migrazioni avvenivano prima all’interno dell’Europa (i nostri disgraziati minatori di Marcinelle) in condizioni drammatiche, poi all’interno del paese (I meridionali in Padania) in condizioni molto più accettabili. La ricchezza era la 500 a rate e la partita della Domenica non ancora vista in televisione se non per soli 45 minuti e dove il massimo era Sanremo con « Non ho l’età ». Politici, industriali e sindacati condividevano una crescita del loro potere giocando a combattersi « pour le grand pubblic ». Un volo sul Caravelle rappresentava un sogno da non dormire la notte.
2) I Baby Boomers
La generazione che arrivò al lavoro negli anni 70. Erano gli anni del boom. L’industria non creava delle grandi novità ma perfezionava i metodi di lavoro, esplorava i mercati esteri, con grande successo visto il talento creativo degli italiani. Infinite sono le storie di trionfo di quel periodo ed era quasi sufficiente essere marchiato Made in Italy, per trovare delle opportunità . Un discreto benessere fatto di case di proprietà, di autostrade, di aperture o allargamenti delle Università, di vacanze al mare per quasi tutti, di un cinema che conquistava il mondo, una televisione che, ai primi tempi, con la famiglia schierata fino a « Carosello e poi a letto», solo il padre era autorizzato al cambio di canale. Negli anni 80 i Baby Boomers, messi alle corde dall’inflazione degli anni 70, portano al potere i Reagan/Thatcher con un liberalismo senza freno nei mercati guidato dal mio idolo/amico Paul Volcker (Prego seguire questo mio Blog « L’angolo di Paul » a lui intitolato).
Si tratta della generazione che inizia oggi ad andare in pensione, dopo aver vissuto il più bel periodo della storia mondiale (anche se gli hanno appiedato il loro simbolo il mitico Concorde, mannaggia !).
3) I Millenials
Sono i ragazzi a cavallo del secolo che hanno visto il mondo rivoluzionarsi . Avvenimenti tecnologici difficilmente prevedibili sono avvenuti nello spazio di vent’anni. A fine secolo é entrato in gioco il mostro Internet mentre nel primo decennio del secolo, dopo il collasso del comunismo,é esplosa la globalizzazione. Ma non tutti i beni vengono per gioire. Dopo una economia del « laissez faire,laissez aller » che ha fruttato il benessere delle aziende e dei loro azionisti, sembra diventare evidente l’arrivo di un mondo diverso.
4) La nuova generazione (The Fourth Turning)
Le caratteristiche della nuova generazione al lavoro (Non ha ancora un nome, ma io vi propongo ribaltisti) si é accorta, insieme ai Millenials, come lo Zeitgeist, (= il trionfo dei potenti: poteva non avere un nome tedesco ?), avesse creato un solco immorale tra l’1% ed il 99% della popolazione.
Citando il famoso « The fourth Turning « di Strauss&Howe e le teorie di Kondratieff potremmo rubare una definizione come la « Quarta Mutazione « o « L‘inverno del grande Ciclo».
DOVE STIAMO ANDANDO ?
In altri tempi questa situazione si sarebbe inevitabilmente mutata in uno scontro violento, quasi guerresco, tra i difensori del popolo e le forze finanziare del gruppo Banche/Capitalisti.
Oggi fortunatamente lo scontro avviene in semplici sovverchiamenti culturali e politici, che sembrano indicare un rafforzamento di quella volontà di trasferire il potere lontano dalle forze del mercato libero a quelle governamentate, opposte a quella libertà di azione e ribaltando, con i voti elettorali, una tendenza durata quaranta anni. Le tasse sembrano essere destinate a crescere per tamponare il mostruoso debito pubblico, usando in particolare il settore immobiliare (quello più facile da colpire).
A mano a mano che i vecchi Baby boomers vengono sostituiti dai Millenials i concetti di Deregulation (Attenzione a non tradurre in sregolatezza che è molto più divertente), individualizzazione e deflazione vengono sostituiti da maggior presenza del governo, collettivismo ed inflazione in ripartenza.
Persino nella destra repubblicana cominciano a circolare dei concetti non concepibili ai tempi di Reagan .
Tucker Carlson senatore della destra repubblicana, in Gennaio è stato così intervistato da Fox Television:
« Quella a cui stiamo assistendo è una popolazione che ,in blocco, è in rivolta contro quegli uomini di potere che impediscono un miglioramento della loro vita. Se amate l’America dovete impedire lo sfruttamento degli Americani, sia che ciò avvenga nelle città di Provincia sia a Wall Street ».
L’OLIGOPOLIO DEL 21° Secolo.
A cavallo tra i Baby Boomers ed i Millenials è venuto a peggiorare l’Habitat della piccola industria la inarrestabile formazione degli oligopoli dei prodotti di alto consumo: birre, linee aeree, linee ferroviarie, alimentari, banche si sono unite per sopravvivere e dominare. La devastante FAANG (Facebook, Apple, Amazon, Netflix e Google) se n’è portata via più del possibile: Google e Facebook (80% del mercato) hanno distrutto la pubblicità dei giornali o dei tabelloni stradali mentre Amazon sta massacrando la vendita al dettaglio di qualsiasi prodotto.
Un caso ancora più eclatante é quello dei prodotti farmaceutici ! Il costo per curarsi, negli Stati Uniti é cresciuto dal 7 al 12% dei bilanci familiari dal 2007 ad oggi. Le grandi case si difendono dicendo come i costi di ricerca siano esplosi, ma non possono nascondere che i loro utili sono saliti del 15/20%; il prodotto anti-diabete Epipen, per citarne uno, costa negli USA 602 Dollari per confezione contro i 62$ del National Heath Service di Londra ed i Texani vanno in Messico a comprare le medicine ordinarie.
LE PRINCIPALI CONSEGUENZE DEL CAMBIAMENTO POLITICO IN CORSO.
Al primo posto vorrei porre il cambiamento del Commercio e della piccola industria nel mondo. La globalizzazione portata avanti senza limitazioni ha distrutto una parte importante della classe media Occidentale. Perchè scendere in Libreria (E se ne trovano già poche) quando Amazon ti porta a casa il libro che hai scelto in 24 ore compresa la Domenica ? La profumeria dove compravi da anni e quindi sai già da tempo cosa cerchi, viene sostituita dal venditore via Internet, sempre in 24 ore che oltretutto costa un buon 20% in meno ? Perchè andare al Cinema se Netflix a prezzi ultracompetitivi ti porta il cinema a casa seduto in poltrona ?
Questo veloce abbattimento del modello di vita della classe media ha dato fiato ad un populismo che adesso oppone una forte resistenza alla globalizzazione (leggere = invasione dei prodotti cinesi). La realtà degli Stati Uniti parla di una non difendibilità di oltre 300 aree produttive.
Nel 2018 gli Americani si sono allora creati la FIRRMA = Foreign Investment Risk Rewiew Modernisation Act.
Si tratta di una legge intesa a proteggere la ricerca USA nei campi elettronici, computeristici contro lo spionaggio industriale. La Silicon Valley diventa la Silicon Curtain (una frontiera armata contro i cinesi copioni).
Altro importante mutamento politico riguarda l’Anti Trust. Tutti ricordano lo smembramento dell’American Tel&Tel che è finito in un disastro Borsistico per il titolo e quello di IBM che venne bloccato appena in tempo. L’ultimo del calendario è la possibile fusione tra T-Mobile e Sprint . Le fusioni che ai tempi dei Baby Boomers erano viste come un molla di benessere vengono ora rimesse, rallentate, rimandate. Non certo un sentimento capitalista !
Un cambiamento radicale viene poi proposto con il riacquisto delle proprie azioni eseguito in Borsa (Buy Back) dalle ditte quotate . Il caso General Electric è stato quello che ha dato fuoco allo scontro; la società, non avendo il giusto « Animus pugnandi » per investire in nuovi prodotti, non ha trovato di meglio che emettere una montagna di obbligazioni ad interessi molto ridotti per ricomprarsi le proprie azioni facendone lievitare il valore in Borsa: tutto bene quel che finisce bene ? Non proprio, perché oggi se i tassi risalissero General Electric avrebbe una enorme difficoltà a ripagare il suo debito, avendo scelto di non investire i capitali raccolti nel proprio sviluppo industriale. Il rating di GE è sceso a BBB avvicinandosi ai titoli spazzatura (Junk Bonds).
Si è trattato, come in altri innumerevoli casi di una distorsione epocale che ha portato le Borse USA ad esplodere verso l’alto senza che i cosidetti « Fondamentali « giustificassero questa crescita. Poter attingere dalla Federal Reserve, una quantità indescrivibile di moneta a costo zero (In alcuni termini a tasso negativo) ha provocato, con il benigno afflusso di capitale, il finanziare non uno sviluppo, ma lo strumento necessario a fare l’operazione più ovvia per chi é stipendiato in base alle performances della quotazione : ricomprare un numero importante di proprie azioni sul mercato a Wall Street pagandolo con prestiti a costo ridottissimo . Ben poco dell’immenso flusso di denaro stampato é finito in investimenti strutturali,industriali, innovativi della macchina industriale e men che meno per aumenti salariali, non per incapacità o per la mancanza dello « Fighting Spirit » del gruppo aziendale Occidentale ma perché é stato più facile togliere gran parte del divisore del rapporto Prezzo/utili semplicemente usando dei prestiti bancari a basso costo, con le Grandi Banche conniventi, per ridurre forzatamente il numero di azioni sul mercato. Sono esplosi, come nel caso già illustrato di GE, i debiti in circolazione ma sono anche esplosi di conseguenza, gli utili x azione portando alle stelle la Borsa sino a creare quella folle Bolla attualmente in essere. “Honi soit qui mal y pense” é sugli utili per azione e sulle quotazioni in Borsa che vengono calcolati i Bonus e le opzioni d’acquisto incluse nello stipendio di quell’1% di ricchissimi del sistema.
Ma troppo é troppo !
Sia da parte Democratica che da parte Repubblicana stanno avanzando dei progetti di legge di forte aumento per la tassazione del Buy Back . Non é difficile pensare che in un vicino futuro i Buy Back vengano trattati come un comportamento anti nazionale, pari all’acquisto di prodotti tecnologici cinesi, quello delle auto giapponesi, insomma uno « sporco attacco anti – Americano ».
Un altro fattore « di Sinistra » in arrivo é il probabile aumento dei salari. Persino la Federal Reserve, che non é certo un attore anticapitalista si é dichiarata pronta ad abbandonare la curva di Philips (Economista inglese che negli anni 80 aveva introdotto la relazione esistente tra la variazione salariale ed il livello di disoccupazione). Adesso che la disoccupazione é ai livelli minimi del secolo ed il denaro é a costo zero, si é dichiarata favorevole ad un sostanziale aumento salariale. La motivazione principe é quella di prevenire una crisi economica dando fiato (soldi) ai consumatori. Ovviamente l’America industriale ed imprenditoriale non ha accolto molto bene questa direzione in quanto, storicamente, un buon aumento dei salari non tarda più di due anni a riflettersi negativamente negli utili societari.
Più in generale, l’arrivo dei Millenials comporta delle conseguenze demografiche che alimenteranno una agenda politica che enfatizza maggior giustizia sociale (Fairness), maggiori cure mediche ed assistenze all’infanzia, senza dimenticare la lotta all’inquinamento . Tutto questo non costerà poco.
Altro tema in evoluzione é quello delle tasse. Leggo in un articolo di Macro Insiders che la Nuova Sinistra Americana AOC ha fatto una proposta di tassazione del 70% sul reddito dei super ricchi. E’ una proposta totemica ( Ho scoperto con voi questo aggettivo, l’ho cercato su Wikipedia e sono arrivato alla conclusione che descriva l’esistenza irreale di una sacralità che viene accettata solo da chi ci crede.) Non potevano chiamarla Bufala, che così capivo meglio ?. Dopo Trump la Sinistra ci proverà. Tuttavia i super ricchi non si arrendono facilmente e stipendiano super esperti per muoversi in giro per il mondo ed evitare di essere tassati.
L’unica maniera di colpirli é stata proposta da Elisabeth Warren, Candidata alle Elezioni Presidenziali del 2020 nota per aver eseguito approfondite ricerche sul suo DNA per dimostrare di avere sangue Cherokee e di essere quindi doppiamente americana: quella di una tassa immobiliare per tutti a partire dal 2% su beni di 50,000 Dollari sia che questi immobili si trovino in territorio nazionale che all’estero.Tutte queste nuove proposte sono l’espressione di una forte volontà di colmare l’eccessivo divario della ricchezza
Le classi medie vogliono una fetta della torta.
CONCLUSIONE
Non mi permetto di esibire le mie orrende e privatissime opinioni politiche e non citerò quindi la giustizia sociale.
Ma occorre segnalare come l’attuale scenario politico sia condizionante per lo scenario economico e come entrambi non siano sostenibili.
Dato che i più benestanti (Ricchi) Baby Boomers vengono sostituiti, come massa elettorale dominante dei prossimi anni, dai giovani ed indebitati Millenials, le nuove richieste cambieranno l’agenda delle priorità.
Dovrebbero sparire la deregulation (Laissez faire, laissez aller), l’individualismo, la deflazione che verranno sostituiti da più Governo, più collettivismo e più inflazione.
In altri tempi un tale mutamento avrebbe richiesto una decina d’anni : oggi tutto va veloce.
Da un figlio del dopoguerra ai miei figli :
BUONA FORTUNA MILLENIALS

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