MONEY MESSAGE oppure MONEY MASSAGE ?


Dott. Luciano Ammendola

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MONEY MESSAGE oppure MONEY MASSAGE ?

Sottotitolo più serio :
ZUCCHERO,CARNE DI MAIALE, CAFFÉ, CACAO, FRUMENTO: se tornassero di moda ?

Sapete quali sono i momenti della storia degli Stati Uniti nei quali  i tassi reali (Tassi d’interesse-tasso di inflazione) sono stati negativi ?:
1)     1861-1865 Guerra Civile  -5%
2)     1916-1918 Prima guerra Mondiale -9%
3)     1941-1946  Seconda guerra Mondiale  -4,7%
4)     2010-2018  Il Quantitative Easing  -1,5%

Mentre l’ovvio motivo delle prime tre date è legato alla necessità di stampare biglietti di Banca per finanziare l’enorme  spesa militare, l’attuale anomalia deriva dal messaggio inviato dalle Banche Centrali che hanno deliziato con un massaggio lungo ed approfondito il mondo finanziario di Wall Street dopo la Grande  Crisi del 2008.

IL MASSAGGIO

Vi ho abbondantemente stufato, in vari commenti, come io consideri il comportamento delle Banche Centrali, un grande successo tecnico, che non è stato gestito adeguatamente, guarda caso, dalla classe politica. Un brillante salvataggio dal crollo del 2008, che si è trasformato in una bolla finanziaria che ha fatto esplodere il benessere di pochi di fronte al sacrificio di tanti disoccupati, vedi i troppi giovani senza lavoro. É stata creata e lasciata crescere una macchina senza controllo per la quale è difficile non pensare ad un finale quanto meno incerto.
Le prime conseguenze del massaggio non sono infatti degli investimenti in settori produttivi, nella creazione o nell’incremento di imprese industriali, nella crescita di nuove infrastrutture; in realtà la fornitura di  capitale a costo zero è stato incanalata ed utilizzata verso dei risultati a breve come il riacquisto in Borsa delle proprie azioni, dei take over dei concorrenti meno grandi ma fastidiosi, delle fusioni tra aziende rivali, dell’emissione per chi aveva il timone del comando, di opzioni bonus dalla propria azienda. In parole più semplici, la montagna di soldi senza costo ha favorito il guadagno a breve nel finanziario rispetto a quello a lungo negli investimenti industriali.  Ed i politici hanno lasciato premiare chi voleva un rischio solo a breve, rispetto a quelli più coraggiosi che avrebbero investito a lungo.

IL MESSAGGIO

Per investire a lungo occorre avere dei dati solidi da analizzare e valutare prima di fare il passo seguente. I tassi d’interesse ed i tassi di cambio sono l’immagine riflessa del denaro considerato da sempre il rifugio del valore e quindi la sola,vera guida per prendere decisioni economiche. Quando il potere politico « tarocca » questa fonte d’informazioni, automaticamente trucca il metro di misura sul quale gli investitori a lungo prendono le decisioni. Questa nebulosità ha quindi convinto la maggioranza degli imprenditori che la soluzione più semplice era quella di pescare nel mare del denaro a basso prezzo, reinvestendo il capitale, preso a prestito, in strumenti che sembravano offrire un immediato flusso di denaro. In mancanza di chiarezza nel messaggio si è scelto l’investimento finanziario a breve, che mostrava maggior visibiltà.

Il grafico che segue dà una chiara evidenza di quello che tento di spiegare:


Gli interessi a tasso zero hanno oscurato i meccanismi tradizionali di valutazione del denaro  spingendo al rialzo i beni finanziari; in parallelo é sceso in maniera costante il Goldman Sachs Commodity Index, (Indice di Materie prime). Siamo tornati, per le merci, ai livelli di 20 anni orsono. Fosse che i Cinesi non consumano più zucchero, che gli Europei non si alimentano più di grano, che il mondo abbia cessato di consumare caffé, bere latte (Vedi l’attuale diatriba in Sardegna) ?

Il calo dei prezzi è stato impressionante :

1)     Dal 2017 lo zucchero è al ribasso del 35%, il caffè del 45%,ed il gas naturale del 28%.
2)     Dal 2014 grano e frumento sono scesi dell’11%, la soia del 28%, la carne di maiale del 44%. 

Non credo che la popolazione del mondo stia diminuendo, non credo che nel mondo si sia smesso di consumere i beni che ho appena citato; vi sembra possibile che la richiesta di questi beni « basici » possa diminuire ?

Mi sono ormai creato una fama di irriducibile ribassista: voglio stupirvi consigliandovi di prendere in considerazione la possibilità di reinvestire i soldi attualmente nel finanziario in derivati (esistono azioni quotate sulle Borse Americane) che riflettono il valore delle merci, attualmente a prezzi minimi non visti da oltre 20 anni.


Credo sia difficile sbagliarsi.

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