DAL TEMPORALE ALLA BUFERA
Dott. Luciano Ammendola
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DAL TEMPORALE ALLA BUFERA
I ribassisti come me avevano passato un meraviglioso Natale correlato ad un
calo del 20% di diverse borse da quelle più malate croniche come la
Cina a quelle febbricitanti come Germania ed Inghilterra, sino a quella che
sembra godere di ottima saluta, la Borsa
di New York.
Poi, piovuta dal cielo è comparsa la Federal Reserve, nella persona di
Jerome Powell, a toglierci il sorriso compiacente: lo stesso uomo che il 19
Dicembre aveva dichiarato “NON VEDO MOTIVO DI CAMBIARE”al programma iniziato a
metà 2018 che prevedeva 4 rialzi dei tassi di ¼ % a trimestre, insieme ad una
riduzione della liquidita di 50 miliardi, sempre a trimestre. Il 4 di gennaio ha
cominciato col dire “Non esiteremo a cambiare la politica della riduzione del deficit
di bilancio se necessario” per poi mormorare il 25 Gennaio al Wall Street
Journal che la Fed avrebbe potuto riconsiderare il Quantitative Tightening (
Stretta della liquidità ) iniziato appena 6 mesi prima, in contrapposizione a
quell’Ãniezione di liquidita del QE (Quantitative easing) che aveva regnato dal
2010, creando LA EVERYTHING BUBBLE (La
bolla di tutti i prezzi).
Poi, il 30 Gennaio, alla trimestrale riunione della FED, ha annunciato, come
fulmine a ciel sereno, di interrompere il rialzo dello 0,25% del tasso di
sconto, rovesciando quanto deciso un anno prima senza dare delle ragioni
plausibili visto che gli ultimi dati davano una ottima crescita del 3,7% del PNL ed una eccezionalmente
bassa disoccupazione al 3,9% .
Non c’era quindi nessuna apparente ragione economica per interrompere il
recupero del mostruoso debito pubblico creato negli ultimi 10 anni per
rilanciare il paese: operazione per altro conclusa con successo.
Due possono essere i motivi, entrambi negativi,
che hanno portato Powell a voltare faccia a 180%:
1) La
Fed è rimasta impressionata dal ribasso di Wall Street ed ancor piu’ dal calo
del 7% delle obbligazioni di seconda classe. Anche se il compito istituzionale
della Fed sarebbe quello di mantenere in
salute l’economia E NON I MERCATI, un calo di tali proporzioni ha fatto impanicare la Fed, la paura
alimentata ulteriormente dal fatto che
NESSUNA emissione di obbligazioni sia stata messa sul mercato nel mese di
Gennaio, fatto che non succedeva dai tempi del collasso Lehman Brothers. Senza
accesso, voluto o subito, al debito, Compagnie
e Paesi vanno in malora nel giro di pochi mesi. Il mercato dei Junk Bonds
(Scarsa qualita) é stimato ammontare a 1.25 trilioni ( rispetto ai circa 9
Trilioni del totale delle obbligazioni societarie).
Si
ritiene che, in caso di recessione, circa 50% di queste obbligazioni
finirebbero inesigibili.
Per quel
che riguarda le obbligazioni di altra qualità HYG (High Grade) vi è stata ad
inizio 2019 una rottura tecnica del supporto come da grafico allegato.
2) Il secondo motivo del ribaltamento di politica potrebbe essere ancora
peggiore: La Fed è venuta a conoscenza (oppure ritiene) che il sistema bancario/finanziario
sia in pessime condizioni. Che la cura settennale dei tassi zero abbia dato nascita
alla “Bolla di tutto” e che molte società quotate non sono in grando di onorare
la massa di debito emesso e non parliamo di aziendine di periferia ma,ad
esempio eclatante, di General Electric, General Motors e American Tel&Tel .
Per le prime 2 vi allego il forte calo del prezzo delle loro obbligazioni.negli
ultimi mesi, per la terza l’andamento delle azioni. Da rilevare con attenzione,
la quantità delle obbligazioni collocate sul mercato e quindi da rimborsare ed
il rapporto avere/dare tra capitalizzazione e debito:
General Electric 110 miliardi che significa che il rapporto tra
debito/capitalizzazione é del 200%.
General Motors 100%
American Tel&Tel 100 %.
Da notare che con 180 miliardi di Dollari ATT é il più grande debitore del
mondo e la telefonia tradizionale sta perdendo la guerra con i mostri Internet.
Il rimbalzo dopo il temporale
Quello che mi porta a ritenere che una tempesta sia la prossima puntata del
temporale iniziato in Dicembre è la
pallida reazione dei mercati ad un
rovesciamento 180% del costo del denaro:
a a)
L’azionario
è ritornato vicino ai massimi raggiunti quando la Fed alzava i tassi ma non
riesce a fare di piu’ proprio adesso che la stessa ha smesso di alzarli.
b b)
Il
dollaro che stava scendendo a 1,15 con
l’Euro, dopo l’annuncio, si è limitato a perdere lo 0,8%.
c c)
I
Buoni del Tesoro che avrebbero dovuto scendere con il ritorno di una Fed
accomodante sono invece leggermente saliti.
Perché una tempesta ?
In una recessione normale le sofferenze finanziarie sono parimente
divisibili anche se gli azionisti soffrono di più degli obbligazionisti.
Ma la prossima, quando ci sarà , sarà diversa dalle altre perche sono cambiate
le quantita e la qualità . I tassi a zero
hanno fatto indemoniare i dirigenti che hanno fatto liquidità emettendo
obbligazioni e riacquistando le proprie azioni (Vi ricordate come vi spiegai
come, con meno azioni in giro, aumentava il valore unitario delle stesse
e.....di conseguenza i Bonus di performance dei dirigenti stessi). Si da però il
fatto che sia così esplosa la quantità percentuale delle
obbligazioni di scarsa qualità (Junk Bonds). Se tenete in conto che ATT, GM, GE
sono scese di qualità da AAA a BBB e che
rischiano SERIAMENTE di venir ridotte a
Junk, potete capire perchè il temporale di Natale possa (sicuramente ?)
tramutarsi in tempesta.

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