Due deliri di ipotesi
Dott. Luciano Ammendola
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Due
deliri di ipotesi.
Leggo
sempre con gusto gli articoli di Farina ed è quindi con molto interesse che ho
divorato
quello dei rapporti Governo/Mafia sui quali si sta scatenando la ghenga dei
benpensanti.
Ritengo che attribuire il massacro di Borsellino e la sua scorta come una
risposta
al fatto che egli fosse a conoscenza di tali rapporti, mi sembra manchi di un
tassello
: che un governo, nel pieno dei suoi poteri decida di negoziare con il nemico
per
evitare
o bloccare temporaneamente delle ulteriori vittime di tale guerra non mi
sembra
sufficente per zittire , con la morte, tale scoperta . Si chiama armistizio e
puo’
essere
una fase intermedia, che poteva anche avere una sua ragione a difesa delPaese.
Per
delirio di ipotesi ,il tassello mancante che spiegherebbe il tutto ed avrebbe
una
logica
ben piu’ stringente ,sarebbe il fatto che Borsellino , che aveva detto alla
moglie di
«
sapere cose che potevano cambiare la politica italiana » , fosse a conoscenza
di
rapporti
tra Berlusconi e la Mafia ben PRIMA di entrare in politica e diventare
Presidente
. Eccoti spiegato come un chitarrista di navi da crociera popolari possa ,nello
spazio
di pochi anni costruire Milano 2 e fosse indebitatissimo come Mediaset con la
stessa
Banca di Milano , la Rasini che aveva aperto un conto a Toto Riina , Riccardo
Provenzano
e della quale Berlusconi padre era Direttore. Tanto per capirci clienti della
stessa
Banca erano Roberto Calvi, Michele Sindona ,Licio Gelli e l’immancabile
Monsignor
Marcinkus. Sempre per delirio di ipotesi sarebbe diventata urgentissima l’eliminazione di una certa verità.

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